da Parola di Vita – Settimanale Diocesano
Opportunity dalla consapevolezza alla cittadinanza attiva
50° di Sacerdozio di S. Ecc. Mons. Salvatore Nunnari e Mons. Salvatore Bartucci
Il 23 novembre 2014 Papa Francesco canonizzerà il Beato Nicola Saggio da Longobardi
29 Giugno ordinazioni Diaconali in Diocesi
Papa Francesco: Messaggio per la Giornata della Gioventù.
Il progetto Costruire Speranza, a cura della Delegazione Regionale Caritas Calabria, è un progetto finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) e si prefigge di intervenire nell'ambito della promozione della legalità, ambito di intervento che si configura come una delle priorità educative della Chiesa. La comunità cristiana educa servendo i poveri. I credenti dall'ascolto e dalla preghiera sono invitati ad uno stile di condivisione, ad una vita di giustizia e di pace, alla cittadinanza attiva. Servire i poveri è opera educativa della fede: la carità tutto trasforma e costruisce speranza. Le nostre Caritas diocesane desiderano sempre di più contribuire al progetto educativo della chiesa.
Il progetto mira a creare dei processi efficaci e percorsi consapevoli di legalità democratica, mettendo in gioco la tenuta dei significati, dei valori e delle motivazioni di luoghi di fede e degli spazi di cittadinanza grazie alla riconversione, in Opere Segno, dei beni confiscati alla mafia.
La finalità progettuale è quella di ''promuovere pratiche di legalità attraverso l'uso dei beni confiscati alla mafia trasformati in opere di carità, di formare gli operatori pastorali a questa tematica, di sviluppare percorsi di sensibilizzazione nelle singole diocesi''. Questi ''rappresentano obiettivi prioritari all'interno di una pastorale attenta ai temi della giustizia e della crescita integrale della persona'.
Il progetto dal carattere educativo, volto a istruire alla condivisione e alla giustizia, prevede le seguenti attività progettuali:
In merito al punto 2, il progetto prevede il coinvolgimento delle realtà associative territoriali al fine di avviare, con le stesse, percorsi educativi e formativi sul tema di giustizia e legalità. Si prevede, inoltre, di individuare un referente dell'associazione che possa prender parte attiva nelle attività previste per la sensibilizzazione territoriale prevista dal progetto Costruire speranza.
Le Suore Paoline, in occasione del 50° della loro rivista "Catechisti Parrocchiali", in collaborazione con l'Ufficio Catechistico Regionale terranno per la nostra Regione Calabria dal 25 al 30 Agosto, un campo di formazione per giovani catechisti di età compresa entro i 30 anni, privilegiando la comunicazione multimediale.
In allegato il dépliant con il programma di massima. La partecipazione chiede ad ogni partecipante un contributo di € 80 e l'impegno anche di portare con sé le lenzuola; il resto delle spese (€ 2.500) sono a carico dell'UCR della Calabria, tramite contributo avuto ad hoc dalla CEDAC. A livello organizzativo le adesioni delle diverse Diocesi della Calabria passano attraverso i relativi Uffici Catechistici Diocesani. Per il nostro UCD, fare riferimento a P. Celeste
...è in arrivo il campo diocesano per gli adulti di AC...
Sono invitati tutti i soci che abbiano compiuto 30 anni e vogliano trascorrere tre giorni attorno alla Parola e all'insegna delle amicizie in Cristo...
...in pieno stile AC! :-)
dai (16 ai 25 anni), Organizzato dal SERVIZIO DIOCESANO DI PASTORALE GIOVANILE della DIOCESI DI MILETO – NICOTERA – TROPEA in collaborazione con l'AZIONE CATTOLICA DIOCESANA e la Gi.O.C,
Sono stati presentati oggi a Cracovia dal cardinale Stanislao Dziwisz il logo e la preghiera ufficiali della 31.ma Giornata Mondiale della Gioventù, che si svolgerà nella città polacca nel 2016. Ce ne parla Sergio Centofanti:
Il simbolismo del logo unisce in modo suggestivo più elementi di questa Gmg il cui tema è tratto dal Vangelo di Matteo: "Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia”. Al centro c'è una croce, cioè Cristo, che è il fulcro delle Giornate Mondiali della Gioventù. Dalla croce partono due scintille, di colore rosso e blu-azzurro, a rappresentare i raggi della Divina Misericordia, il sangue e l’acqua usciti dal costato di Gesù, come si vedono nell'immagine fatta dipingere da Santa Faustina Kowalska. I raggi si confondono con le braccia di un giovane che abbraccia la croce. Il logo è inserito in uno stemma a forma di Polonia, il capo del giovane indica anche la posizione geografica di Cracovia mentre i colori usati, blu, rosso e giallo, si riferiscono ai colori ufficiali della città.
La preghiera ufficiale della Gmg è composta da tre parti: la prima è l'affidamento di ogni essere umano, soprattutto dei giovani, alla Divina Misericordia. Nella seconda si chiede al Signore la grazia di un cuore misericordioso; nella terza l'intercessione della Vergine Maria e di San Giovanni Paolo II, patrono delle Gmg.
Il logo è stato creato da Monika Rybczynska, una giovane polacca di 28 anni, laureata in Scienze della comunicazione all'Università di Varsavia: ha disegnato il logo in Vaticano subito dopo la canonizzazione di Giovanni Paolo II, come forma di ringraziamento per l’intercessione nella sua vita professionale. Un'altra giovane grafica polacca, Emilia Pyza, di 26 anni, ha collaborato alla fase di perfezionamento del logo.
Il 23 Novembre 2014 il Santo Padre Francesco canonizzerà il Beato Nicola Saggio da Longobardi, dei Minimi di San Francesco di Paola. Tutti i fedeli dell’Arcidiocesi sono invitati a partecipare a questo grande momento, in cui un figlio della nostra Terra, sale agli onori dell’altare. Prossimamente info per la partecipazione.
Il testo Incontriamo Gesù, redatto dalla Commissione Episcopale per la dottrina della fede l’annuncio e la catechesi e sancito dal voto della 66a Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana (Roma, 19-22 maggio 2014), è il frutto del lungo cammino svolto per delineare gli Orientamenti per l’annuncio e la catechesi in Italia.
La necessità di un testo che potesse sostenere la riflessione e la progettazione della pastorale catechistica, dopo un decennio di sperimentazioni diocesane e durante il cammino decennale su Educare alla vita buona del Vangelo, era avvertita da molti. L’ampia consultazione delle Conferenze Episcopali Regionali, avvenuta tra l’estate e l’autunno del 2013, ha sollecitato numerosi spunti di lavoro con significativi apporti. Il magistero del Santo Padre Francesco, condensato nell’Esortazione Evangelii gaudium, ha offerto, non solo molteplici riflessioni – che abbondantemente risuonano nel testo – ma anche un quadro di sintesi, nel quale si collocano quelle questioni che necessariamente il testo di questi Orientamenti ha lasciato aperte perché, proprio su indicazioni delle Conferenze Episcopali Regionali, si sviluppino ulteriori approfondimenti.
Incontriamo Gesù è un documento che vuole orientare la pastorale catechistica per quanto le compete aiutandola a ridefinire i suoi compiti all’interno dell’azione evangelizzatrice della Chiesa, intesa come orizzonte e processo. Non si tratta dunque di un testo che voglia descrivere tutta la pastorale: esso si concentra specificamente sull’annuncio e la catechesi ovviamente anche nei loro rapporti con l’insieme delle azioni pastorali. Il testo mantiene un ampio riferimento al Direttorio generale della catechesi (approvato da Papa Giovanni Paolo II il 15 agosto 1997), e tiene conto della scansione metodologica (nonché, ovviamente, contenutistica) del Catechismo della Chiesa Cattolica . Naturalmente nella struttura e nella trama del testo si possono riconoscere riferimenti organici al magistero «catechistico» degli ultimi pontefici: l’Evangelii nuntiandi, la Catechesi tradendae, la Novo millennio ineunte, la Fides et ratio, la Deus caritas est, la Lumen fidei, e agli Orientamenti pastorali della CEI: soprattutto Comunicare il vangelo in un mondo che cambia e Educare alla vita buona del vangelo, nonché ai Documenti e Note sulla parrocchia missionaria, sull’iniziazione cristiana, sul primo annuncio e sugli Oratori.
L’obiettivo dell’annuncio e della catechesi è la conversione e la formazione e l’assunzione del pensiero di Cristo: «Pensare secondo Cristo e pensare Cristo attraverso tutte le cose» (San Massimo il Confessore) . Per questo l’azione catechistica necessita di legami integranti con l’esperienza celebrativa e con quella caritativa, nonché della valorizzazione di particolari momenti – quali la richiesta del Battesimo, della Confermazione e della prima Comunione – per un cammino di relazione e di incontro con la famiglia, in una prospettiva pastorale attenta a mantenere il carattere popolare dell’esperienza ecclesiale. Il titolo «Incontriamo Gesù» esprime sinteticamente l’obiettivo cui tende la formazione cristiana: l’incontro di grazia con Gesù. Il verbo posto alla prima persona plurale sottolinea (come nei simboli di fede) la dimensione ecclesiale di questo incontro, intendendo mostrare sia la dimensione del discepolato sia la dinamica della testimonianza. Si tratta di una ideale continuità con quanto affermato nel n. 25 di Educare alla vita buona del Vangelo, dove si delinea lo stile educativo, la pedagogia di Gesù.
Questi Orientamenti non sono un «nuovo» documento di base (DB) che sostituisca il Rinnovamento della catechesi del 1970, e neppure una sua riscrittura . Incontriamo Gesù vuole aiutare le nostre chiese, oggi, a cinquant’anni dal Concilio Vaticano II, a quarantacinque anni dal DB, nel tempo di una rinnovata evangelizzazione, e dopo l’Esortazione apostolica Evangelii gaudium, a rafforzare una comune azione pastorale nell’ambito della catechesi ed uno slancio comune nell’annuncio del Vangelo.
L’iter di stesura del Documento è stato abbastanza prolungato in quanto, la Commissione Episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi, ha desiderato coinvolgere, oltre ai Vescovi – responsabili in primis della Catechesi – l’Ufficio Catechistico Nazionale e la sua Consulta, ed il più ampio numero di persone capaci, per ministero, per scienza e per esperienza pastorale concreta, di leggere l’attuale contesto ecclesiale alla luce del cammino delle nostre chiese, del magistero del Papa e delle linee pastorali espresse dall’episcopato. In tal modo si è inteso ripercorrere quella consultazione ampia e articolata che aveva anche presieduto alla stesura del DB.
Il testo presenta un indice assai semplice. Una breve analisi di 1Ts 1-2 accompagna i singoli capitoli: si tratta di un testo denso di significato, probabilmente il più antico del Nuovo Testamento, che mostra come l’avventura dell’evangelizzazione sia una dimensione originaria nonché originante della Chiesa. In quattro capitoli Incontriamo Gesù vuole descrivere l’azione evangelizzatrice dalla comunità cristiana ed il primato della formazione cristiana di adulti e giovani (I cap.), si sofferma sul primo annuncio (II cap.), si concentra sull’Iniziazione cristiana (III cap.), ed infine evidenzia (IV cap.) il servizio e la formazione di evangelizzatori e catechisti, nonché degli Uffici catechistici diocesani. Il testo offre alla fine di ogni capitolo delle «proposte pastorali» affidate alle diocesi ed alle parrocchie ed esplicita più volte alcune riflessioni che vanno attentamente considerate e rese operative dalle Conferenze Episcopali Regionali.
Incontriamo Gesù presenta quattro caratterizzazioni fondamentali. L’assoluta precedenza della catechesi e della formazione cristiana degli adulti, e, all’interno di essa, del coinvolgimento delle famiglie nella catechesi dei piccoli . Si tratta di valorizzare tutta l’azione formativa (che comprende anche liturgia e testimonianza della carità) in chiave «adulta». L’ispirazione catecumenale della catechesi con una esplicita attenzione all’Iniziazione cristiana degli adulti (Catecumenato) ed insieme una forte attenzione al dono di grazia operato da Dio, alla scelta di fede, agli itinerari, ai riti, alle celebrazioni e ai passaggi che scandiscono il cammino. La formazione di evangelizzatori e catechisti e – in forma curriculare e permanente – la formazione dei presbiteri e dei diaconi. La proposta mistagogica ai preadolescenti, agli adolescenti ed ai giovani, caratterizzata da una non scontata continuità con la catechesi per l’Iniziazione cristiana ma anche dalla considerazione della realtà di «nuovi inizi» esistenziali.
Sono molto sottolineate alcune dimensioni. L’invito all’ascolto/lettura della Scrittura nella Chiesa, anche con attenzioni ad armonizzare tale prospettiva con un corretto approccio liturgico e catechistico . La dimensione kerigmatica, in chiave fortemente cristocentrica, dell’annuncio e della catechesi viene sottolineata come “cuore” dell’azione evangelizzatrice . La proposta che i padrini e le madrine siano figure veramente «scelte, qualificate e valorizzate» . Il valore del Mandato del vescovo che esprime la ministerialità peculiare dei catechisti .
Il Santo Padre Francesco rivolgendosi ai Vescovi italiani ha espresso questo auspicio: «Accompagnate con larghezza la crescita di una corresponsabilità laicale; riconoscete spazi di pensiero, di progettazione e di azione alle donne e ai giovani: con le loro intuizioni e il loro aiuto riuscirete a non attardarvi ancora su una pastorale di conservazione – di fatto generica, dispersiva, frammentata e poco influente – per assumere, invece, una pastorale che faccia perno sull’essenziale. Come sintetizza, con la profondità dei semplici, Santa Teresa di Gesù Bambino: “Amarlo e farlo amare”. Sia il nocciolo anche degli Orientamenti per l’annuncio e la catechesi che affronterete in queste giornate» .
Incontriamo Gesù possa dunque interpellare coloro che, accanto ai loro Vescovi, hanno responsabilità nel formulare progetti diocesani e percorsi parrocchiali per l’annuncio e la catechesi a vari livelli: i vicari per l’evangelizzazione, i direttori diocesani, i responsabili e i collaboratori dell’Ufficio catechistico, della pastorale familiare e di quella giovanile. Nel contempo il testo interroga le comunità parrocchiali con i loro consigli pastorali, le associazioni e i movimenti ecclesiali, in particolare parroci, presbiteri, diaconi, persone consacrate, catechisti, formatori di giovani, animatori di percorsi per fidanzati e famiglie, e tutti gli altri operatori pastorali. Possa Maria, la Madre dell’evangelizzazione, accompagnare il nostro popolo cristiano, nelle sue comunità, attraverso l’entusiasmante avventura di una crescita costante nell’incontrare, conoscere e gustare Gesù.
Roma, 29 giugno 2014
Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo
Angelo Card. Bagnasco
Presidente della Conferenza Episcopale Italiana
COMMISSIONE EPISCOPALE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, L'ANNUNCIO E LA CATECHESI
Il testo degli Orientamenti per l'annuncio e la catechesi in Italia.pdf;
Il Vangelo della famiglia, le situazioni coniugali difficili, l’educazione alla vita e alla fede: sono i tre ambiti in cui si sviluppa l’Instrumentum Laboris che servirà a preparare i lavori del prossimo Sinodo straordinario dei Vescovi, in programma in Vaticano dal 5 al 19 ottobre 2014. Il testo, che racchiude e sintetizza le risposte al questionario sui temi del matrimonio e della famiglia, è stato presentato il 26 giugno dai cardinali Baldisseri ed Erdõ e dal vescovo Bruno Forte.
La prima parte del documento innanzitutto ribadisce il “dato biblico” della famiglia, basata sul matrimonio tra uomo e donna, creati ad immagine e somiglianza di Dio e collaboratori del Signore nell’accogliere e trasmettere la vita. Tra i fedeli, però, l’insegnamento della Chiesa sulla famiglia viene accettato parzialmente: in generale, si dice sì alla difesa della dignità della vita umana, mentre si fa resistenza alla dottrina sul controllo delle nascite, sul divorzio o sulle relazioni prematrimoniali. Di qui l’esigenza di trovare nuovi linguaggi per trasmettere questi insegnamenti, formando in modo adeguato gli operatori pastorali. Di fronte alla grande sfida della privatizzazione della famiglia, non più intesa come elemento attivo della società e cellula fondamentale di essa, emerge la necessità di coltivare un legame costante con la parrocchia, “famiglia di famiglie”, e di curare la formazione soprattutto per i nuclei familiari in crisi.
La seconda parte entra nel vivo delle sfide pastorali contemporanee: dalla debolezza della figura paterna alle violenze e abusi su donne e bambini, dalla pesante incidenza del lavoro sulla vita familiare ai danni arrecati dalla “contro-testimonianza nella Chiesa”, dalla percezione dell’amore solo come “un fatto privato” alla sua riduzione alla mera sfera emozionale. Il documento dedica un’ampia parte alle “situazioni di irregolarità canonica”, in particolare al disagio dei divorziati risposati che non possono accostarsi ai sacramenti, evidenziando come per le situazioni difficili la Chiesa non debba assumere un atteggiamento di giudice che condanna, ma quello di una madre che sempre accoglie i suoi figli. Circa le unioni tra persone dello stesso sesso, inoltre, si mette in luce che tutte le Conferenze episcopali dicono no all’introduzione di una legislazione che ridefinisca il matrimonio anche in tal senso; sono anche contrarie all’adozione di bambini da parte di persone in unione omosessuale. Tuttavia, se tali persone chiedono il battesimo per il bambino, esso deve essere accolto con “la stessa cura, tenerezza e sollecitudine” che si ha nei confronti degli altri.
La terza parte del testo, infine, constata come la dottrina della Chiesa sull’apertura alla vita da parte degli sposi sia poco conosciuta nella sua dimensione positiva e quindi considerata un’ingerenza nella coppia e una limitazione all’autonomia della coscienza. Viene poi esaminata la timidezza con la quale oggi i genitori spingono i figli alla pratica religiosa, l’importanza di sostenere le scuole cattoliche, la necessità di un’accoglienza senza pregiudizio, la riscoperta del ruolo del padrino e della madrina nel cammino di fede di bambini e ragazzi.
È importante ricordare che quello del prossimo ottobre sarà un Sinodo “straordinario”, legato all’urgenza della questione da trattare. Suo compito primario sarà quello di valutare ed approfondire i dati presentati dalle Chiese particolari, mentre le linee pastorali da attuare saranno al centro del Sinodo generale ordinario che si terrà nell’ottobre 2015, sul tema: “Gesù Cristo rivela il mistero e la vocazione della famiglia”.
Scarica l’Instrumentum Laboris
Dal 21 al 25 luglio si ripropone il campo di discernimento in vista del presbiterato presso il Santuario Santa Maria Assunta in Mendicino (CS), per giovanissimi e giovani. La partenza dal Seminario di Rende è giorno 21 luglio alle ore 10,00.
Nella Evangelii Gaudium ci ricorda papa Francesco: «Dove c’è vita, fervore, voglia di portare Cristo agli altri, sorgono vocazioni genuine».
N. B. Portare lenzuola, federa, asciugamani, block notes e Bibbia
Seminario Tel. 0984 -402732 – Rettore: 0984 – 403671
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