Opportunity, dalla consapevolezza alla cittadinanza attiva

Opportunity dalla consapevolezza alla cittadinanza attiva

50° di Sacerdozio di S. Ecc. Mons. Salvatore Nunnari e Mons. Salvatore Bartucci

50° di Sacerdozio di S. Ecc. Mons. Salvatore Nunnari e Mons. Salvatore Bartucci

Il 23 novembre 2014 Papa Francesco canonizzerà il Beato Nicola Saggio da Longobardi

Il 23 novembre 2014 Papa Francesco canonizzerà il Beato Nicola Saggio da Longobardi

Ordinazioni Diaconali In Diocesi

29 Giugno ordinazioni Diaconali in Diocesi

Messaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù

Papa Francesco: Messaggio per la Giornata della Gioventù.

venerdì 26 ottobre 2012

6 e 7 novembre: Convegno Biblico Diocesano

convegno biblico

lunedì 22 ottobre 2012

22 ottobre 2011, Memoria liturgica del Beato Giovanni Paolo II

In questa felice ricorrenza della prima Memoria Liturgica del Beato Giovanni Paolo II, è ancora idealmente vivo lo spirito che ci ha sostenuto fin dal grande giorno della Beatificazione e che ci permette, oggi, di ringraziare il Signore per le tante grazie ricevute per intercessione del nostro Papa Beato. Il suo esempio di vita ed il grande messaggio di Fede che ci lascia ci permetteranno di vivere ancora più intensamente l’ormai prossimo anno della Fede annunziato dal Santo Padre Benedetto XVI. Questa significativa e storica data per la Chiesa universale rappresenta anche una grande festa per i tanti genitori che hanno ottenuto il dono della paternità e maternità attraverso l’intercessione di Giovanni Paolo II. Abbiamo ricevuto tante commoventi testimonianze e molti figli di queste coppie portano il nome del nuovo Beato. Auguri, dunque, anche a loro che, per la prima volta, festeggiano il loro onomastico invocando la protezione del loro Beato Patrono!

 

Risuona ancora forte nei nostri cuori il grido di quel lontano 22 ottobre 1978:
“Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo!”
Quel grido scosse le fondamenta del mondo.
Oggi nell’era della globalizzazione, dello smarrimento della fede e del relativismo quell’invito umile ed imperioso ad “aprire le porte a Cristo” riecheggia ancora più necessario e profetico perché il mondo possa ritrovare il cammino della Verità e della Giustizia, la via della sua salvezza.

 

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II PER L'INIZIO DEL PONTIFICATO

Domenica 22 ottobre 1978

© Copyright - L’Osservatore Romano
1. “Tu sei il Cristo il Figlio del Dio vivente” (Mt 16,16).

Queste parole ha pronunciato Simone figlio di Giona, nella regione di Cesarea di Filippo. Sì, le ha espresse con la propria lingua, con una profonda, vissuta, sentita convinzione, ma esse non trovano in lui la loro fonte, la loro sorgente: “...perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli” (Mt 16,17). Queste erano parole di Fede.

Esse segnano l’inizio della missione di Pietro nella storia della salvezza, nella storia del Popolo di Dio. Da allora, da tale confessione di Fede, la storia sacra della salvezza e del Popolo di Dio doveva acquisire una nuova dimensione: esprimersi nella storica dimensione della Chiesa. Questa dimensione ecclesiale della storia del Popolo di Dio trae le sue origini, nasce infatti da queste parole di Fede e si allaccia all’uomo che le ha pronunciate: “Tu sei Pietro – roccia, pietra – e su di te, come su una pietra, io costruirò la mia Chiesa”.

2. Quest’oggi e in questo luogo bisogna che di nuovo siano pronunciate ed ascoltate le stesse parole: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”.

Sì, Fratelli e Figli, prima di tutto queste parole.

Il loro contenuto dischiude ai nostri occhi il mistero di Dio vivente, mistero che il Figlio conosce e che ci ha avvicinato. Nessuno, infatti, ha avvicinato il Dio vivente agli uomini, nessuno Lo ha rivelato come l’ha fatto solo lui stesso. Nella nostra conoscenza di Dio, nel nostro cammino verso Dio siamo totalmente legati alla potenza di queste parole “Chi vede me, vede pure il Padre”. Colui che è Infinito, inscrutabile, ineffabile si è fatto vicino a noi in Gesù Cristo, il Figlio unigenito, nato da Maria Vergine nella stalla di Betlemme.

– Voi tutti che già avete la inestimabile ventura di credere,

– voi tutti che ancora cercate Dio,

– e pure voi tormentati dal dubbio:

vogliate accogliere ancora una volta – oggi e in questo sacro luogo – le parole pronunciate da Simon Pietro. In quelle parole è la fede della Chiesa. In quelle stesse parole è la nuova verità, anzi, l’ultima e definitiva verità sull’uomo: il figlio del Dio vivente. “Tu sei il Cristo, Figlio del Dio vivente”!

3. Oggi il nuovo Vescovo di Roma inizia solennemente il suo ministero e la missione di Pietro. In questa Città, infatti, Pietro ha espletato e ha compiuto la missione affidatagli dal Signore.

Il Signore si rivolse a lui dicendo: “...quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi” (Gv 21,18).

Pietro è venuto a Roma!

Cosa lo ha guidato e condotto a questa Urbe, cuore dell’Impero Romano, se non l’obbedienza all’ispirazione ricevuta dal Signore? Forse questo pescatore di Galilea non avrebbe voluto venire fin qui. Forse avrebbe preferito restare là, sulle rive del lago di Genesaret, con la sua barca, con le sue reti. Ma, guidato dal Signore, obbediente alla sua ispirazione, è giunto qui!

Secondo un’antica tradizione (che ha trovato anche una sua magnifica espressione letteraria in un romanzo di Henryk Sienkiewicz), durante la persecuzione di Nerone, Pietro voleva abbandonare Roma. Ma il Signore è intervenuto: gli è andato incontro. Pietro si rivolse a lui chiedendo: “Quo vadis, Domine?” (Dove vai, Signore?). E il Signore gli rispose subito: “Vado a Roma per essere crocifisso per la seconda volta”. Pietro tornò a Roma ed è rimasto qui fino alla sua crocifissione.

Sì, Fratelli e Figli, Roma è la Sede di Pietro. Nei secoli gli sono succeduti in questa Sede sempre nuovi Vescovi. Oggi un nuovo Vescovo sale sulla Cattedra Romana di Pietro, un Vescovo pieno di trepidazione, consapevole della sua indegnità. E come non trepidare di fronte alla grandezza di tale chiamata e di fronte alla missione universale di questa Sede Romana?!

Alla Sede di Pietro a Roma sale oggi un Vescovo che non è romano. Un Vescovo che è figlio della Polonia. Ma da questo momento diventa pure lui romano. Sì, romano! Anche perché figlio di una nazione la cui storia, dai suoi primi albori, e le cui millenarie tradizioni sono segnate da un legame vivo, forte, mai interrotto, sentito e vissuto con la Sede di Pietro, una nazione che a questa Sede di Roma è rimasta sempre fedele. Oh, inscrutabile è il disegno della divina Provvidenza!

4. Nei secoli passati, quando il Successore di Pietro prendeva possesso della sua Sede, si deponeva sul suo capo il triregno, la tiara. L’ultimo incoronato è stato Papa Paolo VI nel 1963, il quale, però, dopo il solenne rito di incoronazione non ha mai più usato il triregno lasciando ai suoi Successori la libertà di decidere al riguardo.

Il Papa Giovanni Paolo I, il cui ricordo è così vivo nei nostri cuori, non ha voluto il triregno e oggi non lo vuole il suo Successore. Non è il tempo, infatti, di tornare ad un rito e a quello che, forse ingiustamente, è stato considerato come simbolo del potere temporale dei Papi.

Il nostro tempo ci invita, ci spinge, ci obbliga a guardare il Signore e ad immergere in una umile e devota meditazione del mistero della suprema potestà dello stesso Cristo.

Colui che è nato dalla Vergine Maria, il Figlio del falegname – come si riteneva –, il Figlio del Dio vivente, come ha confessato Pietro, è venuto per fare di tutti noi “un regno di sacerdoti”.

Il Concilio Vaticano II ci ha ricordato il mistero di questa potestà e il fatto che la missione di Cristo – Sacerdote, Profeta-Maestro, Re – continua nella Chiesa. Tutti, tutto il Popolo di Dio è partecipe di questa triplice missione. E forse nel passato si deponeva sul capo del Papa il triregno, quella triplice corona, per esprimere, attraverso tale simbolo, che tutto l’ordine gerarchico della Chiesa di Cristo, tutta la sua “sacra potestà” in essa esercitata non è altro che il servizio, servizio che ha per scopo una sola cosa: che tutto il Popolo di Dio sia partecipe di questa triplice missione di Cristo e rimanga sempre sotto la potestà del Signore, la quale trae le sue origini non dalle potenze di questo mondo, ma dal Padre celeste e dal mistero della Croce e della Risurrezione.

La potestà assoluta e pure dolce e soave del Signore risponde a tutto il profondo dell’uomo, alle sue più elevate aspirazioni di intelletto, di volontà, di cuore. Essa non parla con un linguaggio di forza, ma si esprime nella carità e nella verità.

Il nuovo Successore di Pietro nella Sede di Roma eleva oggi una fervente, umile, fiduciosa preghiera: “O Cristo! Fa’ che io possa diventare ed essere servitore della tua unica potestà! Servitore della tua dolce potestà! Servitore della tua potestà che non conosce il tramonto! Fa’ che io possa essere un servo! Anzi, servo dei tuoi servi”.

5. Fratelli e Sorelle! Non abbiate paura di accogliere Cristo e di accettare la sua potestà!

Aiutate il Papa e tutti quanti vogliono servire Cristo e, con la potestà di Cristo, servire l’uomo e l’umanità intera!

Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!

Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa “cosa è dentro l’uomo”. Solo lui lo sa!

Oggi così spesso l’uomo non sa cosa si porta dentro, nel profondo del suo animo, del suo cuore. Così spesso è incerto del senso della sua vita su questa terra. È invaso dal dubbio che si tramuta in disperazione. Permettete, quindi – vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo. Solo lui ha parole di vita, sì! di vita eterna.

Proprio oggi la Chiesa intera celebra la sua “Giornata Missionaria Mondiale”, prega, cioè, medita, agisce perché le parole di vita del Cristo giungano a tutti gli uomini e siano da essi accolte come messaggio di speranza, di salvezza, di liberazione totale.

6. Ringrazio tutti i presenti che hanno voluto partecipare a questa solenne inaugurazione del ministero del nuovo Successore di Pietro.

Ringrazio di cuore i Capi di Stato, i Rappresentanti delle Autorità, le Delegazioni di Governi per la loro presenza che mi onora tanto.

Grazie a voi, Eminentissimi Cardinali della Santa Chiesa Romana!

Vi ringrazio, diletti Fratelli nell’Episcopato!

Grazie a voi, Sacerdoti!

A voi Sorelle e Fratelli, Religiose e Religiosi degli Ordini e delle Congregazioni! Grazie!

Grazie a voi, Romani!

Grazie ai pellegrini convenuti da tutto il mondo!

Grazie a quanti sono collegati a questo Sacro Rito attraverso la Radio e la Televisione!

7. Do Was sie zwracam umilowani moi Rodacy, Pielgrzymi z Polski, Bracia Biskupi z Waszym Wspanialym Prymasem na czele, Kaplani, Siostry i Bracia polskich Zakonów – do Was, Przedstawiciele Polonii z calego swiata.

A cóz powiedziec do Was, którzy tu przybyliscie z mojego Krakowa, od stolicy sw. Stanislawa, ktorego bylem niegodnym nastepca przez lat czternascie. Coz powiedziec? Wszystko co bym mogl powiedziec bedzie blade w stosunku do tego, co czuje w tej chwili mofe serce. A takze w stosunku do tego, co czuja Wasze serca.

Wiec oszczedzmy slów. Niech pozostanie tylko wielkie milczenie przed Bogiem, ktore jest sama modlitwa.

Prosze Was! Badzcie ze mna! Na Jasnej Gorze i wszedzie! Nie przestawajcie byc z Papiezem, który dzis prosi slowami poety “Matko Boza, co Jasnej bronisz Czestochowy i w Ostrej swiecisz Bramie”!i do Was kieruie te slowa w takiej niezwyklej chwili.

È stato questo un appello ed un invito alla preghiera per il nuovo Papa, appello espresso in lingua polacca. Con lo stesso appello mi rivolgo a tutti i figli ed a tutte le figlie della Chiesa Cattolica. Ricordatemi oggi e sempre nella vostra preghiera.

Aux catholiques des pays de langue française, j’exprime toute mon affection et tout mon dévouement! Et je me permets de compter sur votre soutien filial et sans réserve! Puissiez-vous progresser dans la foi! A ceux qui ne partagent pas cette foi, j’adresse aussi mon salut respectueux et cordial. J’espère que leurs sentiments de bienveillance faciliteront la mission spirituelle qui m’incombe et qui n’est pas sans retentissements sur le bonheur et la paix du monde!

To all of you who speak English I offer in the name of Christ a cordial greeting. I count on the support of your prayers and your good will in carrying out my mission of service to the Church and mankind. May Christ give you his grace and his peace, overturning the barriers of division and making all things one in him.

Einen herzlichen Gruss richte ich an die hier anwesenden Vertreter und alle Menschen aus den Ländern deutscher Sprache. Verschiedene Male – und erst kürzlich durch meinen Besuch in der Bundersrepublik Deutschland – hatte ich Gelegenheit, das segensreiche Wirken der Kirche und Ihrer Gläubigen persönlich kennen und Schätzen zu lernen. Lassen Sie Ihren opferbereiten Einsatz für Christus auch weiterhin fruchtbar werden für die grossen Anliegen und Note der Kirche in aller Welt. Darum bitte ich Sie und empfehle meinen neuen apostolischen Dienst auch Ihrem besonderen Gebet.

Mi pensamiento se dirige ahora hacia el mundo de la lengua española, una porción tan considerable de la Iglesia de Cristo. A vosotros, Hermanos e hijos queridos, llegue en este momento solemne el afectuoso saludo del nuevo Papa. Unidos por los vínculos de una común fe católica, sed fieles a vuestra tradición cristiana, hecha vida en un clima cada vez más justo y solidario, mantened vuestra conocida cercanía al Vicario de Cristo y cultivad intensamente la devoción a nuestra Madre, María Santísima.

Irmaos e Filhos de língua portuguesa: como “servo dos servos de Deus”, eu vos saúdo afectuosamente no Senhor. Abenoando-vos, confio na caridade da vossa oraao, e na vossa fidelidade para viverdes sempre a mensagem deste dia e deste rito: “Tu és o Cristo, o Filho de Deus vivo!”.

[Omissis, testo in lingua russa]

Apro il cuore a tutti i Fratelli delle Chiese e delle Comunità Cristiane, salutando, in particolare, voi che qui siete presenti, nell’attesa del prossimo incontro personale; ma fin d’ora vi esprimo sincero apprezzamento per aver voluto assistere a questo solenne rito.

E ancora mi rivolgo a tutti gli uomini, ad ogni uomo (e con quale venerazione l’apostolo di Cristo deve pronunciare questa parola: uomo!).

Pregate per me!

Aiutatemi perché io vi possa servire! Amen.

domenica 21 ottobre 2012

giovedì 4 ottobre 2012

Diretta streaming: il cardinal Ravasi e il presidente della Repubblica Napolitano, in dialogo

COMUNICATO STAMPA - Assisi, 5 OTTOBRE, 2012

Diretta streaming: il cardinal Ravasi e il presidente della Repubblica Napolitano, in dialogo

Si preannuncia come un evento storico, l’incontro di questo venerdì, che vedrà confrontarsi il cardinal Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura (PCC) e Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana, sul tema «Dio questo sconosciuto».

Il dibattito, che si svolgerà nell’ambito del “Cortile dei Gentili”, ad Assisi, iniziativa proposta da Benedetto XVI e promossa dal PCC, per rilanciare il dialogo tra non credenti e credenti, sarà moderato dal direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli.

Per coloro che non potranno essere presenti all’avvenimento, sarà comunque possibile seguirne la diretta streaming attraverso il canale di You Tube del Cortile dei Gentili, o attraverso il sito internet http:// www.cortiledeigentili.com/it/indiretta.html, a partire dalle ore 17.00.

Il dialogo proseguirà on line, alle 19.30, attraverso l'Hangout del Cortile dei Gentili, su Google+. Animeranno la riflessione il prof. Alessandro Meluzzi, Mons. Vincenzo Paglia, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, Ivano Dionigi, Magnifico Rettore Alma Mater Bologna, Fabio Colagrande, giornalista di Radio Vaticana, Enrico Sciamanna di Oichos e le giornaliste Miriam Diez e Monica Maggioni.

Nella due giorni umbra si alterneranno altri nove incontri, per un totale di circa 40 relatori, che dibatteranno su questioni di fede, lavoro e società. Tutti gli appuntamenti saranno trasmessi in streaming su http://www.youtube.com/cortiledeigentili

Press Office

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mercoledì 3 ottobre 2012

sabato 29 settembre 2012

NUOVO RESPONSABILE DEL SERVIZIO NAZIONALE PER LA PASTORALE GIOVANILE

Benvenuto a Don MICHELE FALABRETTI

Carissimo don Michele,

a nome mio e di tutto il Servizio nazionale per la pastorale giovanile desidero esprimere la nostra gioia per il tuo nuovo incarico; lo Spirito Santo ti accompagni lungo il cammino, al servizio dei giovani, delle diocesi, delle aggregazioni laicali, degli istituti di vita consacrata, della varie realtà ecclesiali che da Sud a Nord rendono bella e vivace la chiesa che è in Italia e tutta la nostra società. Nella preghiera ti affidiamo alla protezione della Beata Vergine Maria e dei santi patroni dei giovani e della GMG!

Don Nicolò e il Servizio nazionale per la pastorale giovanile

Il Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile di Cosenza-Bisignano si unisce agli auguri per il nuovo responsabile Nazionale di Pastorale Giovanile e porge a don Michele gli auguri di un fervido apostolato, ringraziando don Niccolò per il servizio svolto in questi anni.

mercoledì 19 settembre 2012

mercoledì 12 settembre 2012

La Chiesa bella del Concilio: AC in piazza S. Pietro l’11 ottobre 2012

L’Azione Cattolica in collaborazione con la diocesi di Roma l’11 ottobre 2012 ha organizzato un momento di festosa presenza e di preghiera a Roma in piazza San Pietro insieme al Santo Padre Benedetto XVI, preceduto da una fiaccolata che partirà da Castel Sant’Angelo. Questa bella iniziativa ci vedrà uniti nella preghiera per rinnovare il nostro impegno nella missione evangelizzatrice della Chiesa per il mondo e per fare memoria viva del Concilio Vaticano II, dei cinquant’anni dalla sua apertura e dalla fiaccolata della sera dell’11 ottobre 1962 a Piazza San Pietro che fu promossa dall’Azione Cattolica e fu occasione del celebre discorso di Giovanni XXIII.

Sarebbe molto bello se ogni associazione diocesana, mentre è impegnata a vivere pienamente con la propria Chiesa diocesana i momenti belli dell’inizio dell’anno della fede e della memoria del Concilio Vaticano II, potesse essere presente a Roma almeno con una rappresentanza qualificata, proprio per sottolineare lo spirito di comunione che ci tiene uniti alla Chiesa intera. Naturalmente alle associazioni diocesane che ne avessero la possibilità, specie a quelle più vicine a Roma, chiediamo di favorire una partecipazione popolare anche perché l’iniziativa è aperta a tutte le persone desiderose di vivere questo momento insieme.

NOTE TECNICHE

Per facilitare l’organizzazione vi chiediamo di compilare la scheda di iscrizione, sia per singoli che per gruppi, da inviare entro il 2 ottobre 2012 all’indirizzo email:11ottobre@azionecattolica.it o al fax 06/66132360.

L’eventuale necessità di soggiorno a Roma è affidata direttamente e autonomamente alle diocesi sia per i gruppi che per i singoli. Per il reperimento di strutture ospitanti vi segnaliamo la disponibilità dell’Agenzia F-L-Y tel. 0578/60291 - fax 0578/891019 - cell. 335/1618858 - email: info@f-l-y.it.

Circa la sosta dei pullman vi indichiamo il parcheggio utile: Terminal Gianicolo prenotabile
al n. 06/6840331 – fax 06/68134877 – email: info@gianicolo.it mentre per i permessi di ingresso nella città di Roma è necessario contattare l’Agenzia della Mobilità tel. 06/46959676 – email: infopullman@agenziamobilita.roma.it oppurewww.agenziamobilita.roma.it/.

MATERIALI DI PREPARAZIONE

Intervista di Franco Miano ad Avvenire (15 luglio 2012): "Un appuntamento per tutti, per far risplendere la fiaccola della fede alla luce del Concilio"

Il ricordo della storica notte dell'11 ottobre 1962 e del famoso "discorso della luna" di Giovanni XXIII (Avvenire del 15 luglio 2012)

Documenti: 

application/pdf iconLocandina

application/msword iconScheda di iscrizione

application/pdf iconLettera

venerdì 7 settembre 2012

Cosenza-Bisignano: lettera-appello dell'arcivescovo Salvatore Nunnari

Basta morte e menzogna!

“Mi appello a voi, uomini della mafia, come figlio di questa terra ‘grande e amara’. Ai suoi mali antichi si sommano le vostre organizzazioni ‘di cui la ‘ndrangheta è oggi la faccia più visibile e pericolosa’. Una presenza che fa pagare alla nostra terra un prezzo alto a livello sociale, economico e religioso”. Inizia così la riflessione pastorale “Mi appello a voi, uomini della mafia”, scritta dall’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, mons. Salvatore Nunnari, e che sarà consegnata alla diocesi l’8 settembre in occasione della festa patronale della Madonna del Pilerio.

Voi siete parte della morte e della menzogna. “Siete però minoranza e non rappresentate la storia e la civiltà millenaria dei nostri padri”, è l’affermazione dell’arcivescovo, che evidenzia i “segni” che distinguono queste persone: “Arroganza del potere”, “spregiudicatezza del possedere”, “animosità che acceca e annulla i vincoli di sangue” e “mancanza assoluta di rispetto per la vita e la dignità umana”. In questo contesto, spiega, “avere la presunzione di appellarvi a tradizioni religiose, come spesso fate anche cercando di prendere parte alla preparazione di feste patronali, è semplicemente assurdo. Non c’è nulla nel Vangelo di Cristo a cui voi mafiosi potete richiamarvi, anzi la vostra stessa esistenza fatta di violenza e soprusi è una contro-testimonianza allo spirito e alla norma etica della Parola di Dio”. Da qui il monito a non strumentalizzare la devozione alla Madonna e ai Santi “a cui solo cuori purificati e semplici possono accostarsi”: “Voi siete parte della morte e della menzogna” perché nel seminare morte “offendete Dio ogni giorno”.

Una forza imprenditrice del male. Per mons. Nunnari, se il Mezzogiorno e la Calabria vivono in condizioni di “arretratezza socio-economica che conculca la speranza soprattutto delle nuove generazioni, la vostra colpevolezza è immensa”: “Quando da organizzazione criminale locale avete occupato gli spazi spesso lasciati liberi da uno Stato, a volte poco attento ai nostri problemi, avete superato i vecchi canoni e gli stessi confini nazionali diventando una vera e propria forza imprenditrice del male” che ha provocato “conseguenze deleterie sotto il profilo dell’immagine della nostra terra” e “continua a provocare la fuga degli investimenti”. L’arcivescovo cita le tante aziende costrette a chiudere e i tanti giovani che, impossibilitati a trovare un lavoro nella Regione, emigrano e “l’immagine e la cultura accogliente della Calabria degradata a terra di mafia”. Nella lettera mons. Nunnari “loda” l’azione della società civile” e il lavoro dei magistrati e delle forze dell’ordine che confiscano i loro beni: questo rappresenta una delle scelte di lotta più “significativa” che colpisce il malaffare e restituisce alla società ciò che “avete violentemente e illegalmente usurpato”. Ma questa “non è l’unica strada da percorrere - scrive - anche perché siete diabolicamente capaci di occultare flussi di denaro e investimenti in ogni campo”. Mons. Nunnari cita, quindi, il narcotraffico e ricorda i tanti giovani che muoiono: “La loro morte grida vendetta al cospetto di Dio della vita e dovrebbe pesare come un macigno sulla vostra coscienza”.

Il male non può essere l’assoluto. L’arcivescovo si dice fiducioso “nell’immensa misericordia di Dio, mai stanco di amore e d’incrociare, magari attendendo, l’essere umano sulle vie tortuose della sua esistenza”. Insomma, spiega, dopo la notte, la luce. E i segnali di rinascita culturale della nostra terra ci fanno ben sperare. Il male non può essere l’assoluto nella vostra vita”: da qui l’invito ad aprire il cuore al messaggio eterno del Vangelo che è annuncio di liberazione e di salvezza e non ha nulla a che fare con le false devozioni. La Bibbia che spesso tenete tra le mani deve diventare fonte di vera riflessione e di cambiamento radicale”. Mons. Nunnari, dopo aver ricordato la figura di don Pino Puglisi, sottolinea che le Chiese meridionali hanno rivolto agli uomini di mafia l’invito alla conversione. Diversi, infatti, i documenti, come quello del 1975, dal titolo “L’’Episcopato calabro contro la mafia, disonorante piaga della società”, e quello del 2007, “Se non vi convertirete, perirete tutti allo stesso modo”, nei quali viene indicato come primo passo la conversione personale e comunitaria “grazie ad un cambio di mentalità nel cuore e nella vita di ogni uomo e donna, di ogni famiglia, gruppo e istituzione, che permetta di rimuovere le forme di collusione con l’ingiustizia e respingere l’ingannevole fascino del peccato”. E poi l’appello di Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi in Sicilia: “Convertitevi! Un giorno verrà il giudizio di Dio”. “Sappiate - conclude mons. Nunnari - che anche la società sta cambiando, anzi è già cambiata e dalle rive del mare e dalle cime dei monti già s’intravede un’alba nuova. A voi scegliere da che parte stare!”.

(fonte Sir)

martedì 26 giugno 2012

Volontari al Campo Ecumenico

Ciao a tutti,
ricordandovi i prossimi impegni che ci vedono attivi per il Campo Ecumenico vi avvisiamo che chi ha tra i 18 e i 25 anni e parteciperà al Campo Ecumenico come volontario potrà ricevere il certificato Youthpass, un certificato a cui hanno diritto i partecipanti a un progetto finanziato nell'ambito del programma Gioventù in Azione e nel quale viene descritto ciò che hanno imparato durante le attività progettuali.

Per maggiori informazioni visitate il sito: https://www.youthpass.eu/it/youthpass/
Inoltre vi rivolgiamo di nuovo l'invito per prestare il servizio di volontario al Gp2 durante l'estate per una settimana.
Invia la tua disponibilità compilando la scheda d'iscrizione che trovi direttamente qui!
E inoltre...vai a vedere il sito dei volontari completamente rinnovato!!!
Grazie

In unione di preghiera, il GP2

lunedì 25 giugno 2012

Galà CSI fine stagione sportiva 2011/12 - 29 giugno - Palasport (CS) e campi Libero tennis ore 19,00 - 22,30

 

GALA_CSICOSENZA_2012

Bozza di programma

Finale volley misto ore 19 (Palasport)
Finale Oratorio Cup Rosa ore 19 (Campo Libero tennis)
Finali Oratorio Cup 1° livello ore 20 (1° Campo Libero tennis)
Finali Oratorio Cup Plus ore 20 (2° Campo Libero tennis)
Finali IV edizione Consentia Clericus Cup ore 20.30 (Palasport)
Galà finale e Premiazioni di tutti i campionati CSI 2011/12 ore 20.30 – Palasport “Ferraro” (via Popilia - Cs)